lunedì 6 ottobre 2008

La nostra casa


"Tu volavi lieve sopra i giardini della preeternità, poi ti allungavi sopra i gelsomini."

Franco Battiato

Non vorrei usare troppe parole per voi che, pur non utilizzando il verbo, siete stati capaci di riempire i momenti, le ore e gli anni di sorrisi, messaggi e insegnamenti.


Maestri della sintesi efficace e della comunicazione non verbale, i vostri discorsi li avete costruiti con gli sguardi, con l’inclinazione che davate alla testa e con gli intervalli meditati fra un abbaio e l’altro.
Io, però, non posso far altro che lasciarvi le mie parole.
La prima è “Grazie”.
Ieri, a distanza di un anno, ottobre ha portato via anche Spencer il biondo. Ovvero Ciccio, Giampietro, Giallo, Spensierone e tutte le sue varianti.
Ora siete di nuovo insieme.
Tracy, nel punto più panoramico del giardino, con massima attenzione a vigilare consapevole sui nostri movimenti, pronta ad accorrere in aiuto a testa bassa.
Spencer, sotto la sua quercia, in una mattina fresca, con il sole debole dai raggi caldi e il vento che gli passa fra le lunghe orecchie. Oppure attraverso i vetri, a spiare le nostre portate e guadagnarsi un grissino.
Una famiglia non si sceglie ma è per sempre.
Voi siete entrati nelle nostre vene, nel nostro Dna.
Grazie della gioia infinita nei dopo cena d’inverno davanti al camino, nelle colazioni d’estate in giardino, nelle notti in cui tornavo a casa tardi e vi svegliavo di soprassalto.
Ora non vi posso più vedere con gli occhi ma so che non vi siete mai spostati dal vostro giardino; il vostro amato regno.
Sarete eternamente nella terra, nelle radici, nei frutti e nel prato che infinite volte avete annusato e calpestato. Siete nel cotto della cucina, nelle fodere dei divani Ikea, nei nostri abitacoli. Il ticchettito regolare delle vostre unghiette sul parquet e i vostri sospiri ci accompagneranno sempre.
Siete nel profumo delle rose, nelle betulle che si muovono con il venticello del tramonto, nella resina dei pini che così spesso profumava i peli delle vostre zampe. Siete rimasti fra i nostri polpastrelli che vi hanno accarezzato per anni interi.
So che non riderete della banalità di queste parole.
Onore a voi e al vostro splendido passaggio terreno e grazie di essere rimasti in tutte le nostre cose, ieri come oggi.
Voi siete la nostra casa.

5 commenti:

Squilibrato ha detto...

"Voi siete entrati nelle nostre vene, nel nostro Dna". E' meravigliosa la felicità di Golia che sa di essere accompagnato nella sua passeggiatina. Si chiama Golia per le sue dimensioni ridotte.

Mi spiace molto per la perdita. Parole di consolazioni sarebbero inutili.

nero ha detto...

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Andrea Cinalli ha detto...

Ciao. Immagino che adori scrivere, no? Sai, anch'io sono un aspirante scrittore e... che ne dici di dispensarci consigli a vicenda? A me è capitato di pubblicare fanfiction su riveste nazionali quali Telefilm Magazine e Series - Il mondo dei telefilm (tuttora in edicola con la fanfic cross-over di Buffy e Streghe da me scritta). Se vuoi contattarmi lascia un commento a uno dei post del mio blog: www.andrea-cinalli.blogspot.com

Daniel ha detto...

è un piacere averti incontrato. grazie per il tuo passaggio e le belle parole di comprensione..
Leggo che siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Sai che ti comprendo bene in questo momento. non ho parole di consolazione, solo un grande abbraccio
Daniel

traccedinchiostro ha detto...

Sarete eternamente nella terra, nelle radici, nei frutti e nel prato .....

è vero ! è esattamente così
:-)