martedì 7 aprile 2015

Genocidio del Ruanda, una storia iniziata nell'inferno

Genocidio del Ruanda, una storia iniziata nell'infernoGenocidio in Ruanda: ventuno anni fa, il 6 aprile cominciavano 101 giorni di inferno con oltre un milione di vittime.
A colpi di machete gli Hutu massacrarono i tutsi e gli stessi hutu “moderati”, in quel momento al potere (appoggiati dalla Francia). Due etnie figlie della ferita coloniale, due gruppi che convivevano in pace, finché i colonialisti belgi non imposero loro gerarchie, esacerbando le differenze fra i tutsi “nobili” e gli hutu “popolani”. A partire dagli anni Sessanta, prima di questo terribile genocidio, uno dei più sanguinari del XX secolo, hutu e tutsi si erano già scontrati anche in altri territori, come i vicini stati dell’Uganda, Burundi, Congo e Tanzania. Con la fine della guerra fredda e il post colonialismo le sovrastrutture coloniali non ressero e un odio di classe sfociò nel massacro che conosciamo.
A ventuno anni dalla strage, il genocidio del Ruanda resta per molti versi una tragedia annunciata. Ancora dubbi sono i coinvolgimenti di alcuni Paesi occidentali e il ruolo dei vertici delle Nazioni Unite.
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